Ritorna dal 16 al 31 luglio 2026 Bolzano Danza, l’appuntamento che dal 1985 trasforma il capoluogo altoatesino in una delle capitali europee della danza contemporanea
Anne Teresa De Keersmaeker/Rosas, Peeping Tom,Ayelen Parolin, Compagnie Olivier Dubois,laGeste/Stereo48, Louise Lecavalier, CompagniaAbbondanza/Bertoni, CCN/Aterballetto, Mohamed Toukabri, Chiara Bersani, Leïla Ka, Anna Basti, Bruno Benne/Compagnie Beaux-Champs sono alcuni dei 36 artisti e compagnie protagonisti della 42ª edizione di Bolzano Danza, in programma dal 16 al 31 luglio 2026.

Diretto per il secondo anno da Anouk Aspisi e Olivier Dubois, sotto il tema dell’Orizzonte il festival presenta sedici giorni e sedici notti di intensa programmazione: 7 prime italiane, 2 prime assolute, 1 anteprima nazionale, oltre alla seconda edizione della giornata-evento ExtraDanza, per un totale di più di 40 appuntamenti che prenderanno vita in 17 differenti location.
Dopo l’avvio nel 2025 del percorso triennale intitolato Trilogia della Passione – con la prima tappa, Insurrezione – nel 2026 Anouk Aspisi e Olivier Dubois scelgono di prendere come riferimento l’Orizzonte, inteso come spazio di tensione e apertura, luogo simbolico in cui memoria, trasformazione e possibilitàconvivono. In questa prospettiva l’Orizzonte diventa una chiave importante per interrogare la storia della danza contemporanea non come repertorio statico, ma come materia viva, da attraversare, trasmettere e rinegoziare alla luce del presente. La programmazione del Festival riflette questa visione attraverso un intreccio di lavori storici e nuove creazioni, delineando un dialogo costante tra memoria e innovazione, tra eredità e rinnovamento.
“L’Orizzonte – nelle parole dei due direttori artistici Anouk Aspisi e Olivier Dubois – non è una destinazione da raggiungere, ma una linea che invita a guardare in modo diverso. È uno spazio aperto, in cui ci si può perdere per un momento per poi ritrovarsi, tra ciò che si conosce e ciò che si immagina ancora possibile. Poco a poco lo sguardo cambia: non si resta più a distanza, ma ci si lascia toccare, spostare, trasformare. Il festival diventa così più di un luogo di spettacolo: un punto di osservazione sensibile, uno spazio in cui qualcosa appare, si condivide e ci mette in relazione”.
Tutte le info su http://www.bolzanodanza.it