In vista del Centenario di Susanna Egri, la più longeva danzatrice italiana vivente, pioniera della modernità coreutica e ancora oggi attiva come docente e coreografa, segnaliamo gli eventi che aprono le celebrazioni dei suoi cento anni, in programma il 18 febbraio a Verbania.
Una vita che attraversa l’Europa e le grandi trasformazioni tra Novecento e XXI secolo: esule in Ungheria durante le persecuzioni razziali, figlia dell’allenatore del Grande Torino scomparso a Superga, Susanna Egri ha aperto le trasmissioni Rai nel 1954 ed è tuttora protagonista della scena culturale italiana.
Il Centenario si configura come un progetto culturale diffuso che attraversa luoghi, generazioni e linguaggi, intrecciando memoria e futuro, creazione artistica e partecipazione del pubblico.
Il percorso celebrativo prende avvio con l’evento intitolato “Susanna Egri – Il Centenario”, previsto il 18 febbraio ore 21 al teatro Il Maggiore di Verbania, all’interno della stagione MAGGIORE DANZA. La serata, che segna l’apertura ufficiale delle celebrazioni per i cento anni di Susanna Egri, riunirà in un unico evento la ripresa di Istantanee (1953), opera simbolo della giovinezza artistica della fondatrice, e la nuova creazione di Raphael Bianco, Cantata Profana: Il Cervo Fatato, dedicata a Susanna Egri.
L’appuntamento restituisce con forza il dialogo tra generazioni, tra memoria e contemporaneità e diventa il manifesto artistico del Centenario, testimoniando la vitalità di una visione che continua a generare nuove forme e significati.
Con Istantanee, uno dei suoi primi e più significativi balletti, Susanna Egri afferma una visione coreografica innovativa e profondamente moderna. Creato sulla musica originale di Paul Arma, il lavoro si articola in tre quadri – Figure nello spazio, Solitudine e Rapporti – che esplorano, con un linguaggio essenziale e incisivo, la relazione tra corpo, spazio ed esperienza umana. Dalle composizioni astratte alle tensioni interiori dell’individuo fino ai complessi legami sociali, la danza diventa strumento immediato di comunicazione emotiva, capace di restituire allo spettatore sensazioni mutevoli e personali. La ripresa di Istantanee rappresenta non solo un omaggio alle radici storiche della Compagnia, oggi EgriBiancoDanza, ma anche la testimonianza di una poetica ancora sorprendentemente attuale.
A questa memoria fondativa si affianca, in prima nazionale Cantata Profana: il Cervo Fatato, la nuova creazione di Raphael Bianco, ispirata alla Cantata Profana dei nove cervi fatati di Béla Bartók, basata su un’antica leggenda transilvana. Partendo dalla potente partitura bartokiana, Bianco ne scandaglia la simbologia e la drammaturgia, concentrandosi in particolare sul rapporto fra padre e figlio, già centrale nella struttura musicale dell’opera, che in larga parte si configura come un dialogo appassionato tra le due voci soliste. La Cantata Profana emerge non solo come un inno al rispetto della natura, ma come una potente metafora di liberazione individuale e affermazione identitaria.
Dopo il debutto, lo spettacolo sarà presentato in tournée: i primi appuntamenti saranno il 22 febbraio a Vicenza alla Basilica Palladiana/Olimpichetto, il 16 maggio al Teatro Balbo di Canelli (AT) e il 16 luglio al Teatro Carignano di Torino.