“Questa notte Anna Razzi è uscita di scena…”, così scrivono le nipoti sul suo profilo FB il 18 febbraio 2026.
Anna Razzi non fu solo una grande ballerina, fu tante cose: insegnante, attrice, étoile, coreografa e Direttrice dell’Accademia di Ballo del Teatro S. Carlo per 25 anni.
Così il Teatro alla Scala la ricorda: “E’ parte della storia e della tradizione del Teatro e del suo Corpo di Ballo. Al nostro Teatro è infatti legata una splendente fase della sua carriera artistica: dal 1963 al 1986, da solista fino ad étoile, ha avuto una carriera a tutto tondo come protagonista dei grandi balletti del repertorio, da Romeo e Giulietta a Il lago dei cigni, Giselle, La Bella addormentata, Coppélia, fino al Novecento di Petruška, Apollon musagète di Balanchine e La signorina Giulia di Birgit Cullberg. Ha collaborato con Rudolf Nureyev e Paolo Bortoluzzi, sia come partner sia come protagonista delle loro coreografie. Alla Scala e in tour (la ricordiamo nel 1981 al Metropolitan Opera di New York in Giselle accanto a Nureyev), è stata anche creatrice di ruoli, protagonista di The Marriage of Heaven and Hell per Roland Petit.”
Io la incontrai una decina di anni fa per un’intervista alla radio. Ricordo Anna Razzi come una persona gioviale, vispa e curiosa.
“Anche quando si danza una coreografia astratta bisogna trasmettere emozione.”
Qui di seguito un’estratto della sua intervista audio:
