Per Torinodanza Extra debutta Amazzoni di Silvia Gribaudi
Martedì 5 maggio 2026 alle ore 20.45, alle Fonderie Limone di Moncalieri, debutta in prima assoluta per Torinodanza Extra – il percorso dedicato alla danza e al teatro performativo inserito nel cartellone del Teatro Stabile di Torino – lo spettacolo Amazzoni, con concept, regia e coreografia di Silvia Gribaudi, che vede in scena le performer Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme, Vittoria Caneva. Le musiche sono di Matteo Franceschini, il disegno luci di Luca Serafini, lo styling di Ettore Lombardi.
Lo spettacolo, coprodotto da Associazione Culturale Zebra, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e da Le Gymnase CDCN – Roubaix, resterà in scena fino a giovedì 7 maggio e, per il 2026, sarà in tournée in Italia e all’estero fino al 10 ottobre.
Silvia Gribaudi, artista associata del TST, è un’autentica pioniera nell’esplorare l’impatto sociale del corpo nelle arti performative. La sua nuova creazione rilegge l’antico mito greco delle donne guerriere come spazio di riflessione sul presente, attivandolo come archetipo contemporaneo capace di attraversare sacro, profano e umano.
Le Amazzoni non sono figure da rappresentare, ma donne che esercitano la propria forza non rinunciando a complessità e autenticità. Sprigionano una carica vitale che non si lascia contenere e, nel farsi corpo, ridefinisce l’ordine dato senza chiedere legittimazione. Trasformano il riso in gesto sovversivo e irriverente, fino a un’esplosione che rivela la loro parte più oscura e fragile e che scompone gli equilibri, sfidandoli.
Le performer costruiscono un dispositivo coreografico in cui dimensione individuale e collettiva si intrecciano, dando vita a una comunità nella quale, unite e complici, lottano senza nemico, incarnando un esercizio di libertà che scardina e irride ogni dinamica di potere.
La scena diventa territorio di esperienza e consapevolezza, dove il corpo si manifesta non solo come gesto poetico, ma come atto politico. La danza, tra posture, traiettorie, connessioni e ritmi, diventa un rituale collettivo di resistenza sensibile. Qui la coreografia non racconta, abita corpi; non dichiara, interroga.
Note sullo spettacolo
Silvia Gribaudi, con la collaborazione di Francesco Dalmasso come assistente alla coreografia, crea in scena una pratica che si configura come un allenamento fisico per aprire spazi dentro e fuori dal corpo. Una forma coreografica che non cerca l’unisono, ma un gesto che attiva una relazione tra le performer e con il pubblico. Le differenze diventano materia comune, esercizio di coesistenza e allenamento a stare insieme senza annullare le singolarità.
La drammaturgia musicale si fonda sulle sonorità vocali femminili, matrice sonora e materia viva dell’intera composizione. La voce, molteplice e cangiante, è il cuore pulsante del progetto: attraverso elaborazioni elettroniche si espande, si frammenta e si ricompone, attraversando e materializzando stati emotivi e significati diversi. La musica di Matteo Franceschini crea un paesaggio sonoro polifonico, rituale, quasi sciamanico, dove la ripetizione si fa trance, resistenza, processo di trasformazione.
Le luci di Luca Serafini disegnano territori mobili, attraversamenti, zone di potere e di intimità. I costumi curati da Ettore Lombardi sottolineano la complicità del gruppo di lavoro, dando spazio alla personalità di ogni corpo, attraverso elementi di epoche diverse. Gli abiti non trasformano, rivelano. Il colore nero diventa un ambiente condiviso che accoglie differenze, posture e caratteri, uno styling che sostiene la libertà dei corpi in scena.
Amazzoni ha preso forma grazie a incontri, dialoghi e contributi preziosi: un ringraziamento particolare va a Francesca Albanese, Andrea Rampazzo, Annette van Zwoll e Sara De Simone.
