Dopo la straordinaria apertura del Centenario dello scorso 18 febbraio al Teatro Il Maggiore di Verbania, nel giorno esatto dei cento anni di Susanna Egri, le celebrazioni dedicate a una dellefigure più importanti della danza italiana approdano a Torino con un appuntamento centrale del progetto “Susanna Egri – Il Centenario”, nell’ambito del festival Torinodanza Extra, il percorso inserito nella Stagione del Teatro Stabile di Torino e dedicato alla danza e al teatro performativo.
Il 16 luglio 2026, alle ore 21:00 il Teatro Carignano ospiterà una serata-evento che intreccia storia e contemporaneità, riportando in scena tre creazioni simbolo del dialogo artistico tra
Susanna Egri e Raphael Bianco, accanto alla proiezione dell’opera multimediale La volontà delmare di Susanna Egri, diretto da Giorgio Ferrero.
Il Centenario di Susanna Egri, figura pionieristica della danza moderna italiana, protagonista dellanascita della televisione Rai e ancora oggi attiva come docente e coreografa, si sta affermando come uno degli eventi culturali più significativi del 2026, raccogliendo una forte attenzione mediatica nazionale e coinvolgendo non solo il pubblico della danza ma un pubblico culturale trasversale, affascinato da una vicenda artistica e umana che attraversa un intero secolo europeo.
Una celebrazione che non guarda al passato come memoria nostalgica, ma come energia creativa capace di generare nuove visioni.
DALLA MEMORIA ALLA NUOVA CREAZIONE
Al centro della serata torinese torna Istantanee, storico lavoro del 1953 firmato da Susanna Egri sulla musica di Paul Arma, uno dei primi manifesti della sua poetica coreografica. Creato originariamente per il Teatro Alfieri di Torino e successivamente trasmesso dalla Rai negli anni pionieristici della televisione italiana, il balletto mantiene ancora oggi una sorprendente modernità nel suo linguaggio essenziale e visionario.
Accanto a questo lavoro storico verrà ripreso Cantata Profana: Il Cervo Fatato, creazione di Raphael Bianco dedicata a Susanna Egri e presentata per la prima volta proprio il 18 febbraio scorso come dono artistico per il suo centesimo compleanno. Ispirata alla Cantata Profana di BélaBartók, l’opera rilegge la leggenda dei nove cervi fatati trasformandola in una potente riflessione sulla libertà individuale, sul rapporto tra padre e figlio e sull’emancipazione da ogni modello imposto.
La serata ospiterà inoltre la prima assoluta di Brides of God, nuovo lavoro di Raphael Bianco nato da un intenso percorso di ricerca e residenza artistica tra India e Italia, sviluppato insieme alle danzatrici della Compagnia EgriBiancoDanza dopo la recente tournée internazionale tra Bangalore e Kochi.
Ispirata al patrimonio della danza classica indiana e dedicata alla memoria di Aliyamma Puthiyedom, la creazione prende avvio dalla figura storica delle Devadasi, le antiche danzatrici consacrate al divino, donne che dedicavano la propria esistenza alla danza, all’arte e alla spiritualità all’interno dei templi. Un universo oggi al centro di una rilettura critica, che Bianco trasforma in materia coreografica per interrogare il rapporto tra disciplina, devozione, identità femminile e desiderio di emancipazione. La coreografia si sviluppa in una dimensione visionaria e profondamente evocativa: un rituale danzato che attraversa paure, tensioni interiori e desideri nascosti, fino a liberare nel corpo una forza primordiale capace di rompere la rigidità del rito etrasformarsi in esperienza di liberazione.
Fondamentale nella costruzione del progetto è il contributo di Antonella Usai, consulente alla drammaturgia e coach di danza classica indiana bharatanatyam, il cui lavoro ha accompagnato ildialogo tra il linguaggio contemporaneo della compagnia e gli elementi tecnici, simbolici e ritualidella tradizione coreutica indiana.
Altro elemento centrale della creazione è la presenza della musica dal vivo di Cristina Mercuri, che accompagna la scena costruendo una partitura sonora organica e pulsante, capace diamplificare il carattere ipnotico e spirituale della performance e di trasformare lo spettacolo in un’esperienza immersiva sospesa tra rito, teatro e danza contemporanea.
LA VOLONTÀ DEL MARE, ULTIMA OPERA DI SUSANNA EGRI
Completa il progetto la presentazione in anteprima de La volontà del mare, nuova coreografia di Susanna Egri, diretta e musicata da Giorgio Ferrero, un’opera audiovisiva musicale e poetica concepita per il lungometraggio attualmente in lavorazione (uscita prevista per il 2027), dal titolo La ragazza che voleva tuffarsi, prodotto da Mybosswas, in collaborazione con la Fondazione Egri.
Il mare, elemento simbolico ricorrente nella visione artistica di Egri, diventa metafora di libertà, resilienza e futuro in un’opera che intreccia danza, suono, memoria e paesaggio trasformando il gesto coreografico in traccia permanente.
“Non è una storia per gli appassionati di danza”, afferma Giorgio Ferrero, “È una storia universale: la vita in un pianeta attraversato dai conflitti, i legami familiari come primo tassello di un percorso senza paura, l’abnegazione, l’entusiasmo, la fiducia nel cambiamento. Il mare era una il luogo delle estati con il padre Erno, prima che tutto cambiasse, prima delle leggi razziali, prima di Superga. Ma il mare per Susanna è anche pensiero, come ci spiega lei stessa: “L’acqua è incontenibile, arriva dappertutto, più dell’aria. Il mare è il simbolo dell’infinito, dell’orizzonte infinito. Soltanto il mare è immaginifico quanto una donna. Soltanto la volontà del mare credo sia pari alla volontà della donna.”