Nel 2021 avevo dedicato un articolo elogiando il programma di sala del Teatro alla Scala. Oggi continuo ad elogiarlo, le motivazioni sono le stesse ma aggiungo che è anche un’indicatore silenzioso dei cambiamenti che avvengono a Teatro.
L’utimo libretto nelle nostre mani è quello relativo a La bella addormentata nel bosco che ha aperto la nuova stagione di balletto del teatro alla Scala 2025/26. Al suo interno è interessante rileggere la fiaba di Perrault perché il racconto tramandato da Petipa sul palcoscenico o da Disney col cartone animato, differisce nettamente da quanto scritto dallo scrittore francese a fine ‘600. Per quest’ultimo la principessa non viene risvegliata dal bacio del principe ma lo ritrova semplicemente accanto a se al termine dei famosi 100 anni di sonno. Ma sopratutto il proseguo della favola prende un aspetto tragico in quanto la madre del principe è in realtà un’orchessa che pianifica di mangiarsi la principessa insieme ai sue due bambini che non sono altro che i due nipoti. Il racconto si conclude con una bella morale che al balletto ed al cartone non sono necessari.

Interessanti sono le analisi psicoanalitiche di Bruno Bettelheim che porta al centro la tematica della passività, dell’attesa, cosa che oggi facciamo fatica a trasmettere ai nostri figli. Si cerca, anzi, di rincorrere il fare, perché solo così sembra si possano raggiungere obiettivi e risultati perdendo di vista la contemplazione e l’introspezione che spesso in realtà producono massimi risultati.
Ma veniamo ora all'”indicatore silenzioso”, detto così perché nessuno ci ha avvertito di nulla. E quindi ci domandiamo: da quand’è che Roberto Bolle non è più nel programma? Sicuramente da questa nuova stagione. Nell’elenco delle persone appartenenti al corpo di ballo del Teatro alla Scala è segnalato Primo Ballerino Étoile ma voltando le pagine, dove solitamente appariva per prima la sua foto, Roberto Bolle non c’è. Troviamo solo Prima ballerina Étoile Nicoletta Manni ed a seguire le prime ballerine ed i primi ballerini. E’ una svista? Difficile crederci. Piuttosto ci viene da pensare che sia un lento e silenzioso ma inesorabile (per raggiunti i limiti di età) addio al palcoscenico della Scala. Del resto Bolle aveva già dato l’addio alle scene (un pò in sordina) al MET di NY ben 7 anni fa e quindi non ci stupiremmo. Da quello che sappiamo Roberto non sembra avere intenzione al momento di abbandonare le scene, dopotutto ha ancora un fisico da fare invidia a qualsiasi giovane palestrato. Diciamolo pure: per il pubblico un’uscita lenta, senza una data vera e propria sicuramente farebbe meno male al cuore!
Quindi arrivederci al prossimo programma che sarà quello del Gala Fracci , se di svista si è trattato. Sappiamo però che una modifica dovrà esserci per forza poiché Navrin Turnbull dovrà essere spostato da solista a Primo ballerino e noi saremo felici di contemplare il suo nome accanto agli altri 5 Primi ballerini del Teatro alla Scala: Agostino, Andrijashenko, Coviello, Del Freo, Sutera.
Leggi anche : “Elogio del programma di sala del Teatro alla Scala” , 23 dic. 2021 https://notedidanzaonair.com/elogio-del-programma-di-sala-del-teatro-alla-scala-di-milano/