L’edizione 2026 di Torinodanza Festival, rassegna diretta da Anna Cremonini, è in programma alle Fonderie Limone di Moncalieri dal 9 settembre all’11 ottobre 2026 e proporrà 16 rappresentazioni, tra cui 4 prime assolute, 7 prime nazionali e 4 coproduzioni, insieme a laboratori e masterclass, ospitando 17 compagnie con artisti provenienti da 10 diversi Paesi.
A questo programma si sommano i quattro appuntamenti al Teatro Carignano di Torinodanza EXTRA, che arricchiscono la stagione del Teatro Stabile di Torino con spettacoli di danza e teatro performativo.
Uno spazio corposo di Torinodanza festival è da sempre dedicato agli artisti e alle artiste internazionali: anche l’edizione 2026 sarà un vero e proprio giro del mondo. Partendo dall’Asia, si esplorerà l’Europa da sud a nord e si arriverà all’America. In questo affresco diversificato e plurale, composto da tante visioni ed espressioni, ci sarà spazio per voci affermate della coreografia internazionale e per talenti nuovi; per artisti che al Festival sono ormai di casa e per compagnie che verranno a Torino per la prima volta. Tra gli ospiti internazionali che segnano il proprio ritorno al Festival ci saranno Hofesh Shechter, Damien Jalet, Christos Papadopoulos e il portoghese Marco da Silva Ferreira; inedite sono invece le partecipazioni della compagnia taiwanese Cloud Gate, di Rachid Ouramdane, del coreografo statunitense Kyle Abraham, del duo italo-croato Paper Bridge.
Ben rappresentata sarà anche la coreografia italiana, con Viola Scaglione, Michele Di Stefano, Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali, la MM Contemporary Dance Company diretta da Michele Merola, Chiara Bersani, Michael Incarbone e Max Gomard, Dewey Dell, Stefania Tansini.

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Entrando nel vivo del programma, il viaggio comincerà con l’inaugurazione dell’edizione 2026 del Festival, in programma il 9 settembre alle ore 20.45 alle Fonderie Limone di Moncalieri – Sala grande, affidata a CHENG Tsung-lung con la sua creazione, Sounding Light. Il coreografo, direttore artistico dal 2020 della compagnia Cloud Gate Dance Theatre of Taiwan, ha creato un’originale alchimia in cui sono i danzatori stessi a eseguire parte della colonna sonora dello spettacolo. I corpi dei danzatori si muovono con eleganza sul palcoscenico e diventano strumenti musicali attraverso la voce e il respiro, lo schioccare delle dita e il battito delle mani, fondendo così il mondo umano a quello naturale. Lo spettacolo, presentato in prima nazionale, sarà replicato il 10 settembre.
Il 12 settembre si vedrà il ritorno del coreografo greco Christos Papadopoulos, con un progetto intimo e personale, My Fierce Ignorant Step, che affonda le radici nei ricordi sonori della sua infanzia e della sua giovinezza. Il risultato è una complessa rete di linee, curve, rette, sorrisi e suoni che permettono di trovarsi, di esistere, di incontrarsi e di meravigliarsi dell’energia che nasce, si moltiplica, si disperde e continuamente si rigenera. La coreografia si rivela nella sincronizzazione di movimenti moltiplicati: non si danza insieme perché si è sincronizzati, ma ci si sincronizza perché si è insieme. Lo spettacolo sarà replicato il 13 settembre.
Altro ritorno importante è quello del coreografo inglese Hofesh Shechter, accompagnato quest’anno dalla Shechter II, la formazione giovanile da lui guidata. Dal 17 al 19 settembre andrà in scena In The Brain, la nuova creazione firmata dallo stesso Shechter, che prende spunto da Cave, opera realizzata a New York per la Martha Graham Company nel 2022. Il coreografo crea un viaggio pulsante nelle profondità della coscienza, dove le narrazioni si dissolvono, l’identità si fa più sfuggente e restano vive le forze primarie. Lo spettacolo è a metà tra rave e rituale, i danzatori liberano un’energia travolgente, trasportando il pubblico in un’esperienza febbrile e totalizzante.
Dopo il successo di Carcaça dell’edizione 2024 del Festival, torna il coreografo portoghese Marco da Silva Ferreira con Fantasie minor, una rivisitazione della celebre composizione per pianoforte a quattro mani di Franz Schubert Fantasia in fa minore. In questa coreografia, interpretata da due giovanissimi danzatori, i corpi si fondono in un unico slancio, trascendendo i generi per offrire un’esperienza intensa e contemporanea. Fantasie minor celebra la libertà del gesto in un dialogo unico tra musica classica e danza urbana. Lo spettacolo sarà in scena il 23 settembre.
Una novità per Torinodanza è Rachid Ouramdane, coreografo francese direttore di Chaillot – Théâtre National de la Danse. Il 26 settembre andrà in scena Contre-nature, che intende mettere in risalto ciò che alimenta l’immaginario del movimento. Il coreografo unisce dieci interpreti dagli stili eterogenei e dalla gestualità raffinata per intrecciare il loro linguaggio e generarne uno nuovo, crocevia tra danza e volo. Replica il 27 settembre.
Nelle stesse date – il 26 e il 27 settembre – debutterà in prima nazionale Amae no kōzō, diretto e interpretato dal duo Paper Bridge, composto dall’italiana Eliana Stragapede e dal croato Borna Babić. Il titolo, mutuato dalla psichiatria giapponese e che significa “anatomia della dipendenza”, esplora le dinamiche delle relazioni umane: il desiderio di essere amati e la ricerca dell’indulgenza dell’altro. Il duo si caratterizza per la raffinata fisicità e la profondità emotiva delle creazioni, che traggono ispirazione dalla vita quotidiana e dall’esperienza personale.
Altro nome già noto al Festival è Damien Jalet, coreografo belga-francese, che per quest’edizione presenterà una nuova creazione in prima nazionale dal titolo Thrice. Lo spettacolo si ispira alla poesia Vento, acqua, pietra di Octavio Paz, dando origine ad un trittico che si muove tra immagini visive e musica. Il primo pezzo, Gusts, riguarda l’aria, il respiro e il movimento grazie alla musica dal vivo del celebre sassofonista norvegese Bendik Giske; Médusés prende spunto dal mito di Medusa, la sacerdotessa di Atena capace di pietrificare con lo sguardo; Brise-lames, la parte finale, ci trasporta invece sott’acqua.
La chiusura della programmazione sarà affidata all’americano Kyle Abraham, che porterà in prima nazionale Cassette vol. 1, spettacolo che rende omaggio alla cultura degli anni ’80. «Volevo realizzare un’opera che rendesse omaggio a un lato diverso delle mie influenze, un lavoro capace di evocare cosa significasse ballare sul retro degli scuolabus gialli e neri durante gli anni di scuola al ritmo di una musica che mescolava in parti uguali M/A/R/R/S, Suzanne Vega, Salt-N-Pepa, The B-52s, LL Cool J e Prince» spiega il coreografo. Lo spettacolo andrà in scena il 10 e l’11 ottobre.
Uno spazio importante sarà dedicato anche alle compagnie italiane, con l’intento di valorizzare il loro contributo e arricchire la programmazione del Festival, offrendo uno spaccato vario e allargato della coreografia contemporanea.
Il primo appuntamento sarà affidato a Viola Scaglione, che debutterà in prima nazionale il 17 settembre con Secondo quarto di luna. L’assolo, da lei interpretato, nasce da una necessità personale e artistica: dare corpo e voce a uno spazio rimasto per anni in penombra. Lo spettacolo è un attraversamento tra ciò che si mostra e ciò che ancora rimane nell’ombra, come la fase crescente del ciclo lunare, dove fragilità e forza si incontrano e la malinconia si trasforma in possibilità. Lo spettacolo sarà replicato il 18 e il 19 settembre.
A seguire, Michele Di Stefano presenterà in prima nazionale Smoking Rooms, spettacolo che rievoca l’atmosfera sospesa di quei luoghi dove i corpi si ritrovano in una prossimità forzata: una sala d’attesa, una smoking lounge, l’anticamera di un ufficio. Lo stile ricorda l’impostazione solistica e disinibita dei contest di strada o l’energia urbana di una folla in movimento, contribuendo a definire un ambiente del possibile, generato dalla condizione di attesa e dalla fragilità intrinseca in ogni piccola collettività temporanea. Lo spettacolo sarà in scena il 23 settembre.
I giovanissimi Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali il 30 settembre debutteranno in prima nazionale con un duetto dal titolo Coraggio: la sfortuna non esiste. La coreografia, che porta la loro firma, riflette con ironia sul cambiamento e sul destino, come scelta di esistere e possibilità di diventare.
La stessa sera – il 30 settembre – la MM Contemporary Dance Company diretta da Michele Merola porterà in scena tre lavori che si muovono tra la rivisitazione di grandi titoli del repertorio ballettistico e la valorizzazione della creazione contemporanea: l’ormai classico Faun, personale interpretazione di Sidi Larbi Cherkaoui da L’après-midi d’un faune di Vaslav Nijinskij; La morte del cigno di Sidi Larbi Cherkaoui, creata in esclusiva per la compagnia e ispirata all’omonima e celeberrima coreografia di Mikhail Fokine; e infine Atto bianco di Enrico Morelli, che si confronta con la partitura del secondo atto de Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij, proponendo una rilettura contemporanea delle suggestioni originali.
Chiara Bersani porterà in scena il 3 ottobre la sua creazione, Michel • The Animals I Am, nata per dare nuove possibilità di espressione e di rappresentazione e rompere l’idea che ci sia un’unica forma di bellezza. Il progetto si ispira all’assolo, L’animale, che porta la sua firma, e si evolve in una versione corale interpretata da tre performer con disabilità, superando l’idea dell’artista disabile come “eccezione” isolata. Lo spettacolo sarà replicato il 4 ottobre e in questa data sarà accessibile grazie all’audiodescrizione poetica curata dalla dramaturg Camilla Guarino e dall’artista Giuseppe Comuniello e attraverso un tour tattile sul palcoscenico. L’audiodescrizione è resa possibile grazie alla collaborazione con FOG Performing Arts Festival (Milano), Festival Aperto (Reggio Emilia), Bolzano Danza (Bolzano).
Il 7 ottobre debutterà in prima nazionale We Are Who We Are, nuova creazione di Michael Incarbone e Max Gomard. La coreografia, interpretata dagli stessi Incarbone e Gomard, celebra l’incontro tra due artisti coetanei che scelgono di condividere un terreno di creazione dando vita a un processo di co-autorialità in cui si rispecchiano, si confondono e si ridefiniscono a vicenda.
La stessa sera – il 7 ottobre – debutterà in prima nazionale anche Dido and Aeneas, nuova creazione di Dewey Dell e Vito Matera. Dopo il successo de La sagra della primavera, Agata e Teodora Castellucci tornano quest’anno con una riscrittura elettroacustica dell’omonimo capolavoro barocco di Henry Purcell.
Il 10 ottobre sarà presentato in anteprima nazionale Madeleine, il nuovo progetto di Stefania Tansini, concepito nel corso di Étape Danse 2025 e ispirato al celebre passaggio della madeleine di Marcel Proust. La giovane coreografa, che sarà in scena insieme ad altre quattro performer, indaga come le esperienze sensoriali possano far collassare passato e presente, risvegliando corpi non addomesticati. Lo spettacolo sarà replicato l’11 ottobre.
Per rafforzare la comunità legata al Festival e favorire lo scambio di conoscenze e pratiche coreutiche, si intensifica quest’anno l’attività di incontri laboratoriali con alcuni artisti ospiti della manifestazione, al fine di disseminare l’arte e la cultura della danza oltre il momento spettacolare e lasciare tracce profonde.
Il catalogo laboratoriale Esperienze propone attività formative della durata di circa due ore rivolte alla comunità artistica della danza, ma aperte anche al teatro, al circo e in alcuni casi anche a non professionisti.
Il primo appuntamento è previsto il 7 settembre alle Fonderie Limone – Sala piccola e sarà affidato alla compagnia taiwanese Cloud Gate. Dopo il successo dell’anno scorso verrà organizzato nuovamente Piscina Mirabilis con la musica dal vivo eseguita da Sara Berts (in collaborazione con C2C Festival), laboratorio di ricerca di MK | Michele Di Stefano (24 settembre alle Fonderie Limone – Sala grande). Il 28 settembre sarà proposto un workshop tenuto dai danzatori dello spettacolo di Rachid Ouramdane, Maria Celeste Mendozi e Joaquin Bravo della Compagnie de Chaillot, che intende sviluppare la consapevolezza del corpo nell’incontro con l’altro instaurando un rapporto di fiducia basato sulla capacità di ascolto. Infine, l’8 ottobre verrà organizzato alle Fonderie Limone – Sala grande un laboratorio che offre l’occasione di conoscere da vicino la ricerca pratica ed estetica del coreografo belga-francese Damien Jalet, accompagnato dal suo più stretto collaboratore Aimilios Arapoglou.
Anche quest’anno la danza si estenderà oltre il periodo del festival autunnale con quattro appuntamenti all’interno della stagione di prosa del Teatro Stabile di Torino: Torinodanza EXTRA, giunto ormai alla terza edizione, avrà sede interamente al Teatro Carignano e offrirà nuovamente una programmazione dal carattere contemporaneo e interdisciplinare, attenta a nuovi linguaggi e forme espressive.
Dall’8 al 10 gennaio 2027 andrà in scena MAY B, creazione del 1981 di Maguy Marin, che ha mostrato la forza della danza e la sua capacità di rappresentare il mistero della nostra esistenza. Si proseguirà con Rendez-vous (4 – 9 maggio 2027) di e con Victoria Thierrée-Chaplin, Jean-Baptiste Thierrée, Aurélia Thierrée, James Thierrée. Forte del successo di Juliet & Romeo, Ben Duke tornerà con The Last Amlet, una reinterpretazione di Amleto che mescola danza, teatro e narrazione autobiografica. Infine, dal 14 al 16 maggio verrà proposto un focus dedicato a Silvia Gribaudi, coreografa e artista associata al Teatro Stabile di Torino e a Le Gymnase di Roubaix. Saranno messe in scena tre opere che portano la sua firma: Grand Jeté (14 maggio 2027), R.OSA – 10 esercizi per nuovi virtuosismi (15 maggio 2027), Graces (16 maggio 2027).
Infine, il Festival celebra il centenario di Susanna Egri, pioniera della danza moderna e figura centrale della cultura italiana, ancora oggi attiva a Torino come docente e coreografa. Per l’occasione il 16 luglio 2026 saranno in scena al Teatro Carignano Istantanee (coreografia di Susanna Egri), Cantata Profana: Il Cervo Fatato (coreografia di Raphael Bianco), Brides Of Gods (prima assoluta – coreografia di Raphael Bianco), La Volontà Del Mare (scritto e diretto da Giorgio Ferrero). Serata fuori abbonamento.