DANZA: SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
La commedia di Shakespeare nella nuova versione di Davide Bombana per la Compagnia Opus Ballet
Va in scena mercoledì 6 maggio 2026 alle 20.30per la stagione di Danza al Teatro Comunale di Modena, Sogno di una notte di mezza estate, recente coreografia tratta dalla commedia di Shakespeare e firmata da Davide Bombana per la COB Compagnia Opus Ballet.
Davide Bombana ha seguito una personale chiave interpretativa nell’ideare la sua versione coreografica del testo per la brillante compagnia fiorentina diretta da Rosanna Brocanello. Un ensemble composto da giovani talenti messi dalla direttrice a confronto serrato con differenti cifre autoriali e nomi altisonanti della scena, come nel caso di Davide Bombana, coreografo dal linguaggio neoclassico ricco di sfumature espressive, la cui carriera ha intrecciato le più grandi compagnie di balletto europee e la direzione di due corpi di ballo italiani: MaggioDanza a Firenze e il Teatro Massimo di Palermo.
Per COB Compagnia Opus Ballet, su commissione, Davide Bombana trascrive in movimento la celebre commedia del Bardo senza tuttavia stravolgerne l’essenza, inserendosi con estro sugli archetipi del balletto ispirati allo stesso testo e firmati nel Novecento da due giganti: George Balanchine per il New York City Ballet nel 1962 e John Neumeier per l’Hamburg Ballet nel 1977.
Centrale nella sua lettura il personaggio della giovane Ermia, simbolo di libertà e indipendenza. Ermia rompe le convenzioni impostale dalla famiglia fuggendo nel bosco con l’amante Lisandro, seguita dal rifiutato promesso sposo Demetrio e dalla sua confidente Elena. Peccato che il gruppetto nel bosco si perda e il folletto Puck metta zizzania con il suo fiore magico, capace di far innamorare chiunque venga in contatto con la sua polvere. L’irruenza dell’amore giovanile, sommata alle magie del fiore, scatena intrecci tra le coppie e una partitura coreografica fatta di scambi simmetrici e vivaci situazioni come l’apparizione di eccentrici attori e del loro teatrino improvvisato dentro il bosco, dove anche loro si sono persi. Sullo sfondo, le baruffe tra Oberon e Titania, il re e la regina del mondo delle fate, capaci di mettere in crisi con le loro liti l’equilibrio del mondo.
Con nitidezza narrativa, il coreografo riesce ad esprimere con il movimento le tensioni e le gioie che sottendono la vicenda; trova nei gesti cesellati l’essenza di ciascun personaggio e nelle linee neoclassiche una piacevole leggerezza. Costruito per quadri giustapposti, il lavoro lascia intendere allo spettatore i tre livelli tematici della storia – l’amore tra i quattro giovani, i litigi di Oberon e Titania e la vicenda di Bottom e i suoi – coinvolgendolo in una coreografia che trova nella musica del Sogno di Felix Mendelssohn Bartholdy e in altre pagine sinfoniche del compositore tedesco (Sinfonia n. 3), a cui si aggiungono schegge contemporanee del compositore islandese Jóhann Jóhannsson, il suo completamento. Contribuiscono a creare l’atmosfera metaforica i preziosi costumi colorati e bianchi dello stilista Ermanno Scervino, incastonati in un allestimento essenziale e nelle proiezioni di Carlo Cerri, colme di suggestive atmosfere, che riflettono il caos amoroso che intreccia i destini.