Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto ha l’onore di inaugurare Bolzano Danza 2026, uno degli appuntamenti con la danza contemporanea più prestigiosi del panorama europeo, giovedì 16 luglio a Castel Mareccio, con due repliche alle ore 17.30 e alle ore 19.00.
Per l’occasione, Il Combattimento di Tancredi e Clorinda, la rielaborazione in danza e musica dal vivo dell’omonimo madrigale di Claudio Monteverdi su testo di Torquato Tasso, firmata dalla regia di Fabio Cherstich e dalla coreografia di Philippe Kratz, viene presentato in una versione esclusiva e rinnovata. Il tema dell’amore travolto dalla guerra e dalla morte, scritto nel 1575 e messo in musica nel 1624, conserva oggi un’attualità sorprendente: lo spettacolo lo restituisce attraverso un’ibridazione di linguaggi rara nella scena italiana, co-progettata per palcoscenici atipici e spazi monumentali.
Per Bolzano Danza 2026, in esclusiva per questa tappa, il cast si amplia con l’aggiunta dei solisti dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, Stefano Ferrario (violino) e Luca Pasqual (violoncello), accanto ai danzatori Alessia Giacomelli e Kiran Gezels, al controtenore Nicolò Balducci e al clavicembalista Francesco Luigi Trivisano.
Il programma della serata include anche le celebri MicroDanze progetto del CCN/Aterballetto che porta coreografi di fama mondiale in spazi non tradizionali: il debutto assoluto di Soft P., creazione inedita di Diego Tortelli, coreografo residente del CCN/Aterballetto e head of choreography della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, e Terra Piccola di Antonella Bertoni, da oltre trent’anni una delle voci più riconosciute della danza contemporanea italiana, e infine Eppur si muove di Francesca Lattuada sulla musica di Beethoven.
L’appuntamento bolzanino segna l’ultima tappa di un tour che ha attraversato i castelli medievali del Trentino-Alto Adige: dalCastello del Buonconsiglio di Trento (13 luglio) a Castel Thun di Vigo di Ton (14 luglio), fino al gran finale a Castel Mareccio. Un percorso che conferma la capacità unica di questo progetto di costruire un dialogo tra danza contemporanea e patrimonio storico-architettonico, trasformando luoghi di straordinaria bellezza in palcoscenici vivi.